In SILICON VALLEY con Confindustria Romagna.

In missione per un progetto speciale.

Lo scorso Febbraio Marina e Antonella hanno partecipato al viaggio organizzato da Confindustria Romagna in Silicon Valley, una missione di confronto e scoperta fra le imprese di successo, le Università del territorio e i segreti di uno Stato che – se fosse indipendente – sarebbe terzo nel ranking mondiale dei Paesi a più alto reddito.

Una volta rientrati, insieme al gruppo di imprenditori con cui abbiamo condiviso l’esperienza, è stato realizzato un video di testimonianze e una serie di interviste per le testate dell’Associazione.

Molte sono le suggestioni che ci siamo portati a casa. Prima fra tutte, l’elogio del fallimento. In azienda da tempo siamo abituati a celebrare l’errore, ma nel codice della Silicon Valley si va molto oltre: gli investitori sono più motivati a premiare chi è fallito almeno 3 o 4 volte. Questo significa che l’imprenditore ha già incontrato tutti gli ostacoli necessari a temprare volontà e perseveranza.

Gli incontri con i ricercatori e i docenti hanno aggiunto qualcosa in più all’esperienza, perché chi si occupa di ricerca pura, pur nella grande consapevolezza che i consistenti investimenti siano il vero motore del proprio lavoro, in qualche modo non è condizionato dalle crude logiche del business, avendo come obiettivo principale quello di riuscire a portare la conoscenza a un livello superiore.

Uno degli aspetti più minacciosi della Silicon Valley è rappresentato dall’altra faccia del concetto di velocità: l’accelerazione all’innovazione, la competizione per emergere, l’aspirazione a diventare “unicorno” (le start up che riescono a raggiungere la valutazione di oltre un miliardo di dollari pur non essendo quotate) in un mondo essenzialmente dominato dalle materie STEM, non ha previsto modelli umanistici capaci di valutare l’impatto sociale dei cambiamenti che questa supernova ha generato negli ultimi anni.

Un grazie speciale a Zani Work (Cristina e Isabella Zani) e GH Company (Michelangelo Aquino) per la realizzazione del video, a Confindustria Romagna (Lara Piccinini) per la pianificazione impeccabile e a Italiani di Frontiera (Roberto Bonzio) per l’organizzazione culturale del viaggio.

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